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La distrazione con “le bolle di sapone” del bambino sottoposto a prelievo di sangue venoso.

Gravino R1, Talarico V2, Renda S1, Scavone M2, Giancotti L2, Miniero R2, Bongiorno E3, Marrazzo S2.
1 Corso di Laurea in Infermieristica Pediatrica. Università Magna Graecia di Catanzaro.
2 Dipartimento di Pediatria. Azienda Ospedaliera "Pugliese-Ciaccio", Università Magna Graecia di Catanzaro.
3 Dipartimento di Pediatria. Policlinico Universitario "G.Martino", Università di Messina, Messina


La venipuntura è una tra le procedure più frequentemente eseguite nel bambino con lo scopo di effettuare test ed esami diagnostico-terapeutici. Considerata la sua relativa frequenza ed il dolore da essa generato, questa procedura sembra essere una delle esperienze più traumatiche che il bambino sperimenta e ricorda delle cure sanitarie, con possibili ripercussioni psicologiche sia a breve che a lungo termine. Tanto maggiore è il ricordo traumatico della procedura, altrettanto importante sarà la possibilità che il bambino possa sviluppare ansia e disagio durante le analoghe procedure future, evitando le cure mediche anche in età adulta. L’agitazione motoria che deriva dalla percezione del dolore può rendere, inoltre, più difficoltosa e lunga l’esecuzione della procedura, aumentando il rischio di fallimento della prestazione da parte dell’infermiere e a sua volta incrementando lo stress sia del professionista sanitario che del genitore che assiste il bambino. Numerose tecniche non farmacologiche sono oggi utilizzate nel bambino per il controllo del dolore da procedura e dell’ansia e della paura che ne derivano.Con questi trattamenti è possibile raggiungere un alto livello di rilassamento, fino ad ottenere una vera e propria ipnoanalgesia. Tra questa la distrazione èdi facile attuazione e fra le più utilizzate. La procedura è utilizzabile a partire dai 2 anni. E’ una tecnica molto semplice che prevede l’uso di oggetti quotidiani del bambino, adeguati alla sua età, che, entrando nel contesto ospedaliero, catturano la sua attenzione riducendo in alcuni casi la paura, l’ansia e il dolore.Bambole, pupazzi, libri, spade diventano “oggetti transizionali” con un significato psicologico particolare e vengono caricati dal bambino di un potere magico e simbolico, una specie di aiuto e sostegno durante la procedura.Con la giusta guida i bambini riescono a favorire la riduzione del dolore e valorizzare le sensazioni di benessere.
Il nostro studio si basa sulla tecnica della distrazione, mediante l’utilizzo di “bolle di sapone”, per una efficacie gestione del dolore e della paura dei bambini durante i prelievi venosi. La maggior parte bambini adora fare bolle colorate di svariate dimensioni e osservarle vagare per la stanza. Per tutto il tempo dell’attività, il bambino anziché essere attanagliato dalla paura e dal dolore dovuto alla puntura, viene distratto dalle bolle e dalla voglia di farle a sua volta, guadagnando anche un senso di competenza e di successo.
Materiali e Metodi.
Il nostro studio, randomizzato controllato, è stato condotto presso l’ UO di Pediatria Universitaria dell’Università Magna Graecia di Catanzaro- Ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro dal Gennaio 2017 a Giugno 2017. Sono stati reclutatii bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, che si sono recati in ospedale per eseguire un prelievo venoso. Dalla popolazione target, sono stati formati, in maniera random, due gruppi omogenei: il primo gruppo, è stato sottoposto al metodo di distrazione mediante le “bolle di sapone” e valutato mediante la scala del dolore delle faccine di Wong-Baker; il secondo invece, è stato osservato in assenza dell’utilizzo delle bolle di sapone ed è stato successivamente valutato con il medesimo metodo della scala del dolore. È stato chiesto, ai genitori dei bambini un consenso verbale, per l’approvazione della partecipazione a tale studio dei propri figli.
Ai bambini che afferivano al braccio sperimentale, dopo l’entrata nell’ambulatorio dei prelievi, accompagnati dai genitori o dai tutori, venivano loromostrate le ‹‹bolle di sapone››, prima, durante e dopo l’esecuzione del prelievo, con tono giocoso e allegro, invitandolo a soffiare anch’egli nell’apposito apparecchio per la realizzazione delle bolle e a guardarle fluttuare per la stanza. Il bambino era quindi distratto dalle tante bolle di sapone e dalla voglia di realizzarle a sua volta durante ogni fase del prelievo, dalla preparazione, all’esecuzione, fino al termine della procedura. Terminato il prelievo, gli veniva mostrato la scala di autovalutazione dell’intensità del dolore di Wong-Baker. I bambini appartenenti al gruppo controllo non ricevevano alcuna distrazione con le bolle ed al termine della procedura di prelievo veniva invitati a valutare con la scala grafica l’intensità del dolore
Criteri di inclusione: bambini con età compresa dai 3 ai 6 anni recatisi presso l’Unità Operativa della Pediatria Universitaria dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro per eseguire un prelievo venoso.Criteri di esclusione: Bambini non aventi le capacità intellettive necessarie all’autovalutazione del dolore mediante la scala di Wong-Baker, poiché affetti da sindromi cognitive-comportamentali.
Sono stati arruolati complessivamente 66 pazienti di età compresa tra i 3 e i 6 anni, sottoposti a prelievo venoso randomizzati in due gruppi di 33 pazienti, assegnandoli a giorni alterni al gruppo sperimentale, ossia quelli distratti con le bolle di sapone, oal gruppo di controllo, nel quale sono state eseguite procedure di routine. Tutti i pazienti hanno proseguito lo studio fino al termine della procedura.
Risultati
La distribuzione per etànel gruppo sperimentale era: il 30, 3% dei bambini aveva 3 anni, 21, 3% 4 anni, 24, 2% 5 anni e stessa percentuale6 anni. Nel gruppo controllo: il 24, 2% dei bambini aveva 3 anni, il 39, 3% 4 anni, il 15, 2% 5 anni ed il 21, 3% 6 anni. [Grafico 1]

Grafico 1: distribuzione per età della popolazione in studio
Suddividendo il punteggio del dolore ottenuto in lieve (se punteggio < 6) e molto/moltissimo dolore (con punteggio ≥ 6), si aveva che 79% (26/33) dei pazienti del gruppo sperimentale non ha percepito alcun dolore o ha percepito dolore lieve durante procedura (con punteggio < 6), contro il 15, 1%del gruppo controllo (p=0, 0001) .
Valutando la percezione del dolore in base alle fascia d’età (lieve vs molto/moltissimo) si aveva che nei bambini di 3 anni il 90% dei bambini del gruppo sperimentale rispetti nessun bambino del gruppo controllo riferiva di non aver avuto nessun dolore o una forma lieve (p=0, 0004) ;nei bambini di 4 anni il 57% riportato un punteggio minore di 6 nel gruppo caso rispetto al 23, 1% nel gruppo controllo (p=0, 17) ; i bambini di 5 anni riferiva lieve dolore nel 75% dei casi nel gruppo caso e nel 20% del gruppo controllo (p=0, 10) ; infine guardando ai bambini più grandi, ossia di 6 anni l’87, 5% dei bambini sottoposti alle bolle di sapone ha riportato un punteggio minore di 6 vs il 14, 2% dei bambini del gruppo controllo (p=0, 01) [Grafico 2]

Grafico 2: prevalenza di dolore assente/lieve in relazione all’età della popolazione in studio
Tutti i pazienti hanno espresso un valore numerico nella scala di Wong-Baker, con distribuzione diversificata, da 0 a 10, in base ai due gruppi di lavoro.Il punteggio O è stato riscontrato nel 30, 3% dei pazienti appartenente al gruppo sperimentale, contro nessun paziente del gruppo controllo (p=0, 0009) . Il punteggio 1 è stato riscontrato solo nel 3% dei pazienti appartenente al gruppo controllo. Il punteggio 2, risultava quello più frequente nel gruppo sperimentale con una percentuale del 33, 3%, rispetto al 6% del gruppo controllo (p=0, 01) . I punteggi 4 e 6 era quasi omogeneamente distribuiti nel due gruppi, con 15, 1% e 12, 1% nel gruppo sperimentale e 6% sia per il punteggio 4 che 6 nel gruppo controllo (rispettivamente p=1, 0 e p=0, 67) . Il punteggio 8 era stato evidenziato nel 9% dei pazienti del gruppo sperimentale e nel 36, 3% del gruppo controllo (p=0, 016) .Infine il punteggio massimo ottenuto di 10, si aveva solo nel 42, 4% dei pazienti del gruppo controllo ed in nessun paziente appartenete al gruppo sperimentale (p=0, 0001) [Tabella 1]

Tabella 1: distribuzione del valore numerico della scala di Wong-Baker
Discussione
Il nostro studio ha dimostrato come le bolle di sapone si sono rilevate un ottimo strumento di distrazione, che ha permesso all’infermiere di lavorare in un clima di serenità, senza ansie da parte del genitore e paura e stress da parte del bambino. Eseguire un prelievo di sangue con un bambino tranquillo, che non piange, non vuole scappare via dalla sala, è certamente molto importante e permette una buona gestione del campione da prelevare. Inoltre tale procedura permette di lasciare un’immagine positiva al bambino dell’ospedale e di ciò che accade all’interno della struttura, presupposto utile e fondamentale per le pratiche cliniche successive. I bambini, infatti, se pur piccoli, ricordano molto bene le situazioni spiacevoli e conservano in loro una paura intrinseca che, nel caso di procedure ripetute nel tempo, li porta ad essere sempre più ostili nel recarsi nella struttura ospedaliera ed affrontare tutte le procedure necessarie per le cure. I risultati dello studio, hanno senza dubbio confermato l’obiettivo primario, ossia ridurre il dolore provocato dalla venipuntura, distraendo il bambino mediante l’utilizzo delle bolle di sapone. Le percentuali sono state nette, i valori riportati sulla scala di Wong-Baker, hanno dimostrato che l’85% dei bambini che ha partecipato allo studio nel gruppo di controllo ha percepito molto dolore durante la procedura, mentre solo il 21% dei bambini che ha partecipato allo studio nel gruppo sperimentale, ha avvertito un’intensa sintomatologia dolorosa, con una differenza statisticamente significativa. Il dolore si è ridotto del 64% nel gruppo sperimentale, dunque, come molti studi già dimostrano, spostare l’attenzione del paziente su un qualcosa di piacevole, fa sì che esso dimentichi, anche solo per qualche istante il dolore che prova. Valutando infatti la scala numerica attribuita dai piccoli paziente, abbiamo ottenuto una forte associazione statistica con i due estremi numerici, ossia una netta prevalenza di punteggio da 0 a 2 di dolore nel gruppo sperimentale rispetto ad una prevalenza di punteggio 8-10 nel gruppo caso.
Valutando le fasce d’età coinvolte i bambini più piccoli, di 3 anni e quelli più grandi di 6 anni hanno maggiormente espresso, con una chiara correlazione statistica, un maggior risposta alla procedura di distrazione con le bolle.
È evidente, dunque, come il metodo di distrazione abbia funzionato a tal punto da ottenere risultati migliori rispetto a quelli pensati all’inizio del progetto.
In conclusione, la metodica si è confermata efficace, di facile esecuzione ed applicabile nella attività delle UO di Pediatria. Rimane aperto il problema della reale difficoltà a mettere in pratica un programma sistematico del controllo del dolore procedurale minore nella routine quotidiana.
Bibliografia essenziale
Badon, P., &Zampieron, A. (2010) . Procedure infermieristche in pediatria (1st ed.) . Milano, Casa Editrice Ambrosiana.
Gioffrè D. (2004) . Il dolore non necessario. Torino. Bollati-Boringhieri Editore.
Ivani G. 2000. Terapia del dolore nel bambino. Firenze. Società Editrice Europea..
Kuttner L. (2011) . Il bambino e il dolore. Come valutare, capire e trattare. Modena. Edizioni Artestampa.
Mercadante, S. (2005) . Il dolore- valutazione, diagnosi e trattamento. Milano: Masson.
Zuccotti V., M. Giovannini. (2016) . Manuale di Pediatria. Bologna. Società Editrice Esculapio.
Burgio G.R., Martini A., Nespoli L., Notarangelo L.D. (2012) . Pediatria Essenziale.Milano. Edi-Ermes

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